Test

test vixen 81

Caratteristiche tecniche

  • Categoria: binocolo astronomico
  • Apertura: 81mm
  • Lunghezza focale: 480mm F/5.9
  • Potere risolutivo teorico: 1.43"
  • Magnitudine limite: 11.3
  • Guadagno luminosità: 143x
  • Composizione vetri: non dichiarata
  • Obiettivo: doppietto acromatico air spaced
  • Distanza interpupillare: da 58mm a 102mm
  • Attacco: standard vixen con fori per treppiede fotografico
  • Peso: 4,1kg



























































































































Binocolo astronomico Vixen BT81S-A



  Siamo di fronte ad un piccolo binoscopio dedicato a chi desidera fare del "turismo del cielo", accedendo grazie al largo campo offerto da una simile configurazione ottica e relativa luminosità, a moltissime delle meraviglie che popolano il cielo.
La visione stereoscopica,  si sa è ben più appagante e riposante di un' osservazione effettuata al singolo oculare del telescopio, non a caso in quest'ultimo periodo vi è stato un boom delle torrette binoculari.
Essendomi stata concessa la possibilità di testare questo strumento grazie alla Deep Sky di Firenze, non ho esitato due volte a prenderlo in considerazione dato il fascino che riveste un binocolo in grado di sfoderare ingrandimenti ben più elevati di quelli offerti dai classici binocoli da "tasca".


Lo strumento appena tolto dal suo adeguato imballo fa emergere le elevate finiture tipiche del made in Japan Vixen, le vernici bianche unite agli adesivi e alla maniglia di trasporto offrono una visione elegante di questo binocolo astronomico.




Meccanica e costruzione:

Impeccabile, non un difetto estetico, si ha l'immediata sensazione di avere tra le mani uno strumento robusto e affidabile. Il meccanismo di messa a fuoco e il gruppo prismatico stesso appaiono di elevata finitura, i movimenti sono fluidi, regolari e precisi e consentono una regolazione pressochè totale dei centri ottici traslando le grosse manopole zigrinate poste alla base.
La messa a fuoco e la regolazione delle diottrie avviene tramite la classica estrazione dello stesso ruotando semplicemente il vano porta oculare. Questi ultimi si inseriscono a pressione e alcuni barilotti vanno un po' forzati per consentirne l'innesto.
Il peso è contenuto, togliendo i tappi spiccano i due occhi del binocolo dotati di un antiriflesso standard in fluoruro di magnesio di un bel colore viola azzurro, a mio parere eccellente, privo di disuniformità, strisci o aloni.
Le ottiche appaiono ben pulite ed il doppietto spaziato in aria tramite anello anche se non dotato di annerimento laterale delle molature e di celle collimabili, ad un ispezione esterna risulta assemblato in modo esemplare e preciso. I paraluce possiedono inoltre una intelligente rettifica interna che genera dei diaframmi volti ad eliminare residui riflessi perimetrali, quì però la vernice risulta un po' lucida e sarebbe stato più proficuo utilizzare quella che di norma viene impiegata all'interno del tubo ottico stesso.



Alla base dello strumento si trova la dovetail plate standard Vixen che possiede però i fori per il montaggio su treppiede fotografico e relativa forcella dedicata ( altamente consigliata ). Per il test è stata effettuata una prova anche su una equatoriale, meno maneggevole ma molto stabile.
Sul tubo di sinistra è presente inoltre la basetta per il montaggio di un cercatore che diventa necessario per il puntamento ad ingrandimenti sostenuti. La diaframmatura interna è buona e l'annerimento è apparso efficiente anche se non eccessivamente spinto.

Test e Qualità Ottica:

Non è dichiarata la composizione dei vetri del doppietto acromatico spaziato in aria.
Come dicevo ad un ispezione visuale entrambi gli obiettivi si mostrano perfetti, privi di qualunque impurità. Nonostante il costruttore consigli l'utilizzo dei vixen Nlv o Lvw non abbiamo riscontrato durante il test alcuna difficoltà ad impiegare le più svariate tipologie di oculari, tanto è vero che ho iniziato ad osservare con due vixen new plossl da 25mm con ampia escursione del fuoco sia in intra che extra.
Per gli alti ingrandimenti ho utilizzato invece una coppia di ottimi baader genuine ortho da 6mm.
La vixen consiglia l'impiego di oculari con focali superiori ai 10mm per ovvie ragioni di vocazione di questo binocolo non di certo progettato per gli alti ingrandimenti: è ben noto come sia difficile mantenere la perfetta assialità di due centri ottici ad alto ingrandimento senza rischiare uno sdoppiamento delle immagini che porta ad una visione poco confortevole e rilassante e questo strumento non fa in tal senso eccezione.

Lo star test eseguito su Altair ha mostrato un' ottima lavorazione dei doppietti con un residuo cromatico davvero contenuto considerando il forzato rapporto di apertura ( F 5,9 )
Ottimo il contrasto ed il contenimento di luci diffuse. Nitidi e ben regolari i dischi di diffrazione in intra focale mentre leggermente più impastati in extra a causa della corta focale dello strumento. Un lieve pinch è stato rilevato nel monocolo di destra, difetto non imputabile all'obiettivo o al suo montaggio, ma bensì a qualche tensionamento nel gruppo prismatico di rinvio o ad una scollimazione, poichè ruotando l'obiettivo la leggera ovalità della figura di diffrazione non si modificava.
 Molto buona la correzione sferica e ben contenuta la curvatura di campo.
 Il gruppo prismatico è sapientemente assemblato in una specie di tasca che ne consente l'estrazione laterale dell' intero gruppo qualora si renda necessaria una pulizia delle ottiche. Entrambi i prismi possiedono un antiriflesso multistrato di tinta verde scuro e si sono dimostrati di elevata finitura e lucidatura ottica.
L'unico appunto mi sento di segnalarlo alla loro dimensione che mi è apparsa un po' risicata; la griglia di luce che si può notare attorno ai prismi sotto certe angolazioni può introdurre deboli immagini parassite, quì era necessario schermare e chiudere meglio le pareti laterali attorno ai prismi, per fortuna  lo strumento essendo destinato ad un impiego a bassi ingrandimenti rende molto difficile l'evidenziarsi di questo aspetto.
Con una coppia di New plossl da 25mm a 19X ho iniziato a scorrazzare le zone più alte del cielo pre-invernale e mi ha soddisfatto molto la puntiformità e la profondità offerta da questo binocolo. L'utilizzo di un cercatore si è reso superfluo a questi poteri di ingrandimento.La correzione buona ma non ottima dei plossl non ha consentito però di sfruttare appieno questo binoscopio...
Impiegando gli ortoscopici baader che forniscono un potere di 80x (ben sopra la media consigliata in 50x come ingrandimento utile) con un po' di pazienza sono riuscito ad allineare i due assi ottici ed ho ottenuto immagini molto soddisfacenti e regolari.
Bellissima la visione di coppie larghe di doppie comprese tra la costellazione del Cigno e della Lira.
La prima sessione osservativa è stata promossa a pieni voti!
L'indomani in osservazione diurna grazie alla disponibilità di due oculari Hyperion da 17mm le osservazioni si sono ampiamente "evolute" mostrando a 27x doti dello strumento non rilevabili con oculari a campo medio compreso tra i 40 e i 50°.
Splendida davvero la correzione mostrata con gli hyperion fino all'ultimo grado dei 68 offerti, sono rimasto davvero sorpreso e colpito dall'incisione delle immagini e dal largo campo offerto. Uno shot fotografico mostra l'alto contrasto e l'ottima correzione del cromatismo evidente solo ai bordi più estremi sotto aspetto di una decisa cromatica laterale imputabile in parte anche all'oculare.






Tornando all'osservazione notturna è stato molto bello sorvolare campi stellari molto ricchi con stelle dotate di colori saturi vivi e ben nitide fino ai bordi più estremi del campo.
Una fugace, ma incantevole immagine di Giove ha mostrato un alto contrasto del pianeta e la totale assenza di luce diffusa attorno al disco, con satelliti scolpiti e bande equatoriali definite. L' aberrazione cromatica si rende evidente solo su stelle bianche ad ingrandimenti sostenuti e la correzione generale risulta superiore a quella offerta ad esempio dall' Orion Express semi apo 80mm in fpl51, mentre ovviamente inferiore ai vari modelli che impiegano vetri Ed in fpl 53.  Sono passato poi ad osservare l'ammasso aperto nell' Aquila conosciuto come attacapanni e non molto distante da questo la nebulosa planetaria dumb bell. Quest'ultima appariva un po' soffusa e non molto staccata dal fondo cielo se si confrontava con un'immagine visuale offerta da un Orion 80Ed in comparativa, ma la visione stereoscopica nel complesso ha reso un po' più emozionante la visione nel Vixen. Peccato che non fosse visibile la Luna nei giorni in cui è stato effettuato il test.
Emerge come uno strumento di questo tipo dia il meglio di se con oculari di elevata qualità. Il mio consiglio è di non risparmiare su questo aspetto perchè anche se la spesa può essere doppia vi è poi un'abisso di prestazioni tra l'impiego di comuni plossl contro grandangolari di qualità.
Ottimo abbinamento può essere davvero l'utilizzo nel passo da 31.8 di coppie Hyperion da 24 e 17mm e due 10mm come ingrandimento limite. Coppie di vixen lvw da 22mm per rimanere in casa.
Purtroppo non è consentito l'utilizzo di oculari da 2".

Conclusioni:

Questo binocolo Vixen mi ha fatto un'ottima impressione, è uno strumento destinato agli amanti del genere che difficilmente può deludere se sapientemente equipaggiato con oculari idonei. Possiede un'ottima correzione di campo ed un elevato grado di finitura ottica tale da sfoderare un elevato contrasto sebbene siamo di fronte ad un F5.9 Costruito in modo impeccabile e dal peso contenuto che ne consente anche un impiego su modesti treppiedi fotografici.
Il prezzo che si aggira attorno ai 1000 euro è a mio avviso un po' elevato, ma giustifica l'elevata finitura meccanica e ottica riscontrata tipica del made in Japan.
Distributore per l'Italia dello strumento è la ditta Skypoint di Udine
Ringrazio la Deep Sky di Firenze ed il loro tecnico Nuccio D'Angelo per la strumentazione e la disponibilità offertami.