Test



CARATTERISTICHE TECNICHE:
  • Diametro: 120mm (apertura libera 118,4mm)
  • Focale: 900mm
  • Rapporto focale:7,5
  • Categoria: Rifrattore ED doublet 
  • Vetro ED: FPL 53
  • Guadagno luminosità: 290x
  • Max magnitudine: 13.1
  • Potere risolutivo teorico: 0,96"
  • Max ingrandimento utile: 240x
  • Peso OTA:  5,2 kg
  • Numero di diaframmi: 3
  • Focheggiatore:crayford da 2" - 1", 1/4 demoltiplicato 1.10
  • Attacco: standard Vixen
  • Produzione: China - Skywatcher

































 



 Il coatings metallico è il medesimo che equipaggia i modelli minori ED della stessa serie, molto efficace e trasmissivo, qui appare più intenso poichè è stata effettuata un'operazione di super annerimento interno al tubo ottico oltre che nei perimetri degli elementi ottici del doppietto ED.(vedi a lato)















































































































































Annerimento finale dell'obiettivo con spaziatura classica a 120 gradi





















































Un comignolo bianco illuminato dal sole, non presenta ad alto ingrandimento alcun alone sui bordi.


















































































































Skywatcher  120 ED Black Diamond



 Sicuramente uno degli strumenti più conosciuti e anche ambiti sul mercato dell'astrofilia attuale, dopo molto tempo sono riuscito finalmente ad avere l'opportunità di provare qualche modello di 120Ed che mi era stato inviato da un amico astrofilo per un controllo ed un'attenta ottimizzazione dell'ottica e dell'opacizzazione interna.
Ultimamente ho scambiato il mio 110ED con il modello visibile in foto sopra di cui attualmente dispongo.
E' stato a lungo esaminato, oltre che ad essere stato smontato ed ottimizzato in ogni singola parte (sostituzione della spaziatura del doppietto compresa!). Inoltre l'ho confrontato con un Meade 127ED serie 5000 che era presente in contemporanea per qualche giorno sul mio banco ottico.
Di seguito riporto gli esiti delle mie prove e test tenutisi con alcuni 120ED.
Ho eseguito un test severissimo, ma comunque brillantemente superato da questo rifrattore,
evidenziando molti difettucci e problematiche tipiche di molte produzioni.

La costruzione: non mi dilungherò su questo aspetto, rimando alla lettura degli stessi modelli minori da 80 e 100 mm che ho pubblicato sul mio sito web. E' la stessa..medesima cura realizzativa con pro e contro, onestamente condivido in pieno l'opinione di Telescope Doctor che definisce la verniciatura nera con glitter di questa serie come quella del pavimento di un albergo di lusso. Avrei gradito per mio gusto personale una classica laccatura bianco lucido! ma vai a capire le strategie ed esigenze di immagine che imperversano il mercato.
Segnalo l'ottima realizzazione del focheggiatore che in tutti gli esemplari di rifrattori ED è sempre risultato all'altezza e superiore anche a sistemi più costosi che equipaggiano altri telescopi, ma con risultati spesso inferiori in quanto a fluidità e precisione. Ottima la demoltiplica: precisa e fluidissima, senza scatti o images shift anche ad alti ingrandimenti. Si avverte sia in fase osservativa che di ripresa la mancanza della possibilità di ruotare a 360° il fuocheggiatore e la scala graduata sullo stesso.
La diaframmatura del tubo è buona, ma sono presenti solo tre diaframmi (e nessuno nel tubo del focheggiattore) di cui quello più vicino al doppietto in un esemplare risultava tagliato male, in pratica la circonferenza interna del primo diaframma era spostata di 3mm abbondanti su un lato del telescopio rispetto all'asse, generando quindi una non uniformità sul "taglio" del cono di luce e un disassamento del diaframma..Inoltre tutti e tre sono posizionati un po troppo indietro rispetto alla posizione ottimale, lasciando in poche parole troppa luce sulle pareti del tubo. Aspetto non giustificato dall'ottenere un campo di piena luce privo di vignettatura poichè, avvicinando nella posizione corretta e calcolata i tre diaframmi, questo non si modifica, ne' tende a vignettare. Misurando poi la distanza in millimetri tra diaframmi ed estremità del tubo ottico sono emersi valori di scostamento sulla loro inclinazione piuttosto significativi, ma sono aspetti che ho riscontrato in moltissimi telescopi, anche di costo ben più elevato! Ho provveduto in seguito a calibrare correttamente le posizioni degli stessi e ad ottimizzare il taglio sul cono di luce
.
Buona e standard l'opacizzazione interna. Nelle foto del modello testato che corredano l'articolo, l'opacizzazione e la diaframmatura (vedi sopra) è nella versione da me ottimizzata, per la descrizione della quale rimando all'articolo sull'annerimento interno dei telescopi . Notare come il primo diaframma sin dalla produzione non sia uniformemente tagliato, aspetto comunque di poca rilevanza se non lo si utilizza troppo ravvicinato all'obiettivo come in questo caso. La cella ottica anche in questo strumento non è collimabile, ma è risultata perfettamente centrata rispetto l'asse del focheggiatore e gli elementi ottici come vedremo tra poco ben allineati tra loro.

Star Test e qualità ottica:
 
Negli ultimi anni con l'avvento di questi doppietti a bassa dispersione ho notato come per il contenimento dell'aberrazione cromatica sia più importante il tipo di vetro impiegato che non il numero di elementi che lo costituiscono.
Ad esempio un tripletto Meade 127ed serie 5000 di cui pubblicherò la comparativa e che utilizza un vetro analogo all' FPL51 ,è risultato nettamente sottocorretto dall'aberrazione cromatica rispetto al doppietto ED SKywatcher che utilizza il più costoso vetro FPL53!

Lo star test del 120ED è stato curioso, nel senso che ho notato un comportamento opposto alla normale consuetudine dei rifrattori di fornire in genere immagini di diffrazione più leggibili in intra che non in extra-focale!
Le mie due foto sottostanti mostrano una stella artificiale ingrandita a circa 150x e posta a 40mt di distanza.

    

               Intra focale                                              Exra focale

E' evidente come l'ottica non sia perfettamente corretta dalla sferica
(sovracorretta in alcune lunghezze d'onda mentre sottocorretta come evidenzia il banco ottico in altre) e come permane un residuo di dispersione cromatica: blu in intra e giallo in extra focale.

Di sotto riporto il test interferometrico per gentile concessione del sito Astroforen.de
(LINK)  che conferma in modo molto più dettagliato quanto da me evidenziato anche nelle lunghezze d'onda del rosso (sottocorretto) e del blu (sovracorretto). E' evidente come l'ottica sembri ottimizzata nel verde.





 (courtesy Astrofren.de)
Anche il Test di Ronchi e  la lama di Foucault seppur eseguito sul modello della Orion 120ED (che è il medesimo) mostrano una non ottimale correzione sferica.
Un altro testi interferometrico reperito in rete e relativo alla versione recente oggetto del test, evidenzia una correzione lievemente migliore rispetto ai primi modelli commercializzati dalla Orion Usa. In questo test, relativo al modello Black Diamond si nota come le linee del reticolo di ronchi siano più regolari e come l'errore massimo di superficie si aggiri attorno a 1/4 - 1/5 di Lambda, mentre nella prima versione Orion, il campione esaminato aveva un PV di 1/3,5 lambda. Desidero però ricordare come ogni obiettivo sia un compromesso tra vari aspetti in fase di progettazione ottica, e come l'aberrazione cromatica sia una delle tante problematiche che possono affliggere un sistema ottico e per di più non la più importante. Ciò che incide sul contrasto sono la sferica, gli errori zonali e la'stigmatismo. Ottima come vedremo anche sul campo la centratura degli elementi. Le linee al reticolo di ronchi appaiono regolari anche se un po incurvate nelle lunghezze d'onda che sono lievemente sovra o sottocorrette.

(courtesy of  interferometrie.blogspot.it)

Anche la spaziatura degli elementi ottici gioca un ruolo fondamentale sulla correzione dello sfero-cromatismo. In base a questa il progettista ottimizza l'obiettivo per ottenerne il massimo rendimento, ma non sempre è così.
Il doppietto è separato nella versione Black Diamond da uno spaziatore anulare che porta l'apertura libera come verificato a 118mm, un valore inferiore ai 120mm dichiarati. Ho sempre preferito i modelli precedenti che montavano tre spaziatori di carta incollati a 120°. Questi oltre che a non interferire significativamente sull'apertura reale dell'obiettivo, generano uno scarico della pressione uniforme, mentre nell' o-ring questo non accade, essendo il sottile anello facilmente deformabile nella sua forma. Difatti allo star test in alcuni esemplari che montano l'anello di teflon o plastica a separare le due lenti, si nota un lievissimo astigmatismo ed una collimazione non proprio perfetta.
Nel mio esemplare come si vede nelle foto sotto ho provveduto alla sostituzione dello stesso con tre spaziatori correttamente calibrati e dimensionati, traendo un vantaggio maggiore in termini di stabilità, collimazione e precisione ottica.


Obiettivo del Black Diamond 120ED spaziato da un anello di plastica


Sotto: il taglio degli spaziatori ed il successivo montaggio al fine di ottimizzare l'obiettivo del 120Ed e riportare l'apertura libera da 118,4 a 120mm.



  Il test ottico e la resa sul campo che riporto di seguito sono riferiti alla versione del Blackdiamond con impostazioni originali del costruttore. Le modifiche che apporto io tendono ad aumentare il contrasto ed il contenimento della luce diffusa, oltre che a generare una collimazione stabile e di alta precisione, ma ovviamente non possono influire sulla correzione cromatica o sferica di qualsiasi strumento, anche se un lieve scostamento dallo spessore della spaziatura originale può in alcuni casi ridurre lo sfero cromatismo.

Ho fatto alcuni scatti col cellulare in proiezione di un oculare xcel-lx da 7mm (quindi a circa 130x) al fine di evidenziare su soggetti molto critici per i rifrattori, come comignoli, cavi bianchi o tetti fortemente retro illuminati, il residuo cromatico di quest'ottica. Considerando che il cellulare e l'oculare possono introdurre un velo di cromatismo specie fuori asse, è davvero notevole vedere come l'ottica di questo strumento a fuoco sia in pratica realmente Apocromatica. Permane un velo di cromatismo di tonalità viola-magenta ad alti ingrandimenti su soggetti molto luminosi di colore bianco. A differenza del modello 100ED della stessa casa, il residuo di spettro secondario è analogo a quello lasciato dal modello 80ED, difatti il 120 non è che un 80Ed in scala maggiorata 1: 1,5 !

(in foto: soggetti fortemente retro illuminati a 130x, notare l'assenza totale del cromatismo a fuoco! La magia del vetro FPL53!)
 


(Un soggetto analogo fortemente retro illuminato al fuoco del Vixen 102M: tale risultato anche se meno accentuato lo si ha anche osservando con molti semi apo ED, sia a doppietto che a tripletto che utilizzano il vetro FPL51 o FCD Japan, come ad esempio il Meade serie 5000 127ED)





La foto sottostante, ottenuta col 120ED, vale più di ogni test interferometrico! Un soggetto del genere come un comignolo metallico argenteo su cui batte a picco il sole, rappresenta uno dei test più severi assieme all'osservazione di Venere ad alto ingrandimento. Solo un'ottica a fuoco realmente apocromatica o quasi, può offrire un contenimento di questo genere. Poi si può discutere su veli residui o dispersioni fuori fuoco, ma il gap che separa il 120Ed da queste super ottiche da perfezionisti si chiama Tec, Astrophisics, Zeiss, Lzos, Takahashi ed i costi sono ben altri. Bisogna esser disposti a spendere 3-4 o 7 volte tanto! fate vobis .





La resa sul cielo di questo strumento è notevole. 120mm di apertura hanno offerto visioni molto dettagliate di oggetti deep sky, pianeti, luna, stelle doppie e bellisime immagini a largo campo di ammassi e nebulose.
Nella foto sottostante ottenuta semplicemente accostando un pessimo cellulare al fuoco del 120Ed e di un oculare ultima lx da 22mm mostra come il cromatismo sul bordo lunare non esista, l'elevato contrasto di questo doppietto e la qualità dei dettagli visibili. Ottimo il contenimento della luce diffusa (anche se in foto ho utilizzato il mio 120Ed modificato).


 L'osservazione di Saturno e  Marte è stata molto bella, lo strumento è in grado di mostrare dettagli che superano di gran lunga la qualità di storici acromatici a lungo fuoco e rivaleggia con strumenti ostruiti di apertura ben maggiore come ad esempio un Intes MK 176 con cui ho avuto modo di osservare recentemente al planetario di Mosca in Russia. Anche un Cassegrain Schmidt Cpc Celestron da 28cm (che ho dovuto collimare e pulire) di diametro più che doppio, seppur offrendo un'immagine nettamente più luminosa del pianeta anellato, come godibilità osservativa, stabilità di immagine nel complesso era meno immediato e  appagante.
Nel profondo cielo l'osservazione di ammassi, nebulose e globulari nelle zone del Sagittario è stata emozionante davvero...Stelle punte di spillo, cielo nero come la pece e colori ben saturi e reali! Unica nota dissonante è una elevata curvatura di campo, tipica dei rifrattori ad F 7,5 ma che necessità in campo fotografico di una adeguata correzione ottenibile con lo spianatore dedicato venduto sempre dalla Skywatcher.
L'osservazione della Nebulosa M42 è stata una delle più belle della mia "carriera" da osservatore e recensore. Sembrava una foto...immagine luminosa e ricca di dettagli anche a 150x! A basso e medio potere di ingrandimento M42 era un gioiello, punto. Strutture dettagliate e stelle del  trapezio perfette, circondate da un disco di Airy perfetto.
Le stelle Altair e Sirio hanno confermato la reale Apocromaticità di quest'ottica, anche se un lieve alone spalmato si intravedeva ad ingrandimenti superiori ai 130x...ma davvero un'inezia confronto a quello di altri ED in commercio!
Anche qui, confermato quanto visto al banco ottico. Ottica perfettamente centrata, anelli regolari, poca luce diffusa tra gli stessi, solo una lieve sovra correzione sferica che si evidenziava con un anello di diffrazione finale un po più spesso e sfrangiato.
Le stelle doppie appaiono molto sature, puntiformi e sempre separate al limite teorico, anche se devo ammettere che il mio 110/770 Ed Individual presentando un'ottima correzione della sferica, nonostante il cromatismo più evidente e la focale più corta offre dischi stellari molto più precisi e fermi. Nel 120Ed, questi diventano evidenti salendo molto con gli ingrandimenti e restano comunque poco stabili e marcati a conferma del marcato residuo di sferica.
Ho notato spostando al bordo le immagini di diffrazione di alcune stelle sfuocate ,solo una lieve vignettatura dovuta al focheggiatore che risulta un po sotto dimensionato per il campo di piena luce offerto dal 120Ed.
Il mio consiglio qualora si desidera impiegare fotograficamente lo strumento per riprese deep-sky con sensori di grande formato, è quello di sostituire il fok originale con uno da 2,5" o 3" disponibile sul mercato e facilmente adattabile con varie flange, anche se il costo di tale modifica si aggirerà attorno alle 350 euro...ma a mio parere spese bene.
Lo strumento inoltre è un po sbilanciato verso l'obiettivo e necessita di una barra vixen molto più lunga o di un eventuale contrappeso per bilanciare il tubo ottico sulle montature sia in fase osservativa che di ripresa.

Concludendo:
 
a mio modesto parere uno dei migliori strumenti disponibili sul mercato nella fascia 100-150mm di diametro. Rapporto qualità prezzo, molto difficile da battere. Correzione cromatica di primo ordine, uno strumento che è in grado di dare soddisfazioni per numerosi anni in tutti i campi di applicazione sia visuali che fotografici.
Il passo successivo qualora si desideri un ulteriore salto in termini di resa e qualità ottica, se si vuole di più nel mondo dei rifrattori si chiama: Tec, William Optics, Takahashi, AstroPhisics, Televue, ecc ecc con prezzi dalle 3 alle 4 volte tanto a parità di diametro.
Le note negative sono costituite dal fuocheggiatore non ruotabile e graduato, la verniciatura a balocco e molto delicata e otticamente una medio-bassa correzione sferica.