Test 


CARATTERISTICHE TECNICHE:
  • Diametro Obiettivo: 110mm
  • Lunghezza Focale: 770mmm
  • Rapporto focale: f/7
  • Magnitudine visuale: 12,7
  • Guadagno luminoso: 246x ( per pupilla dilatata a 7mm )  
  • Tipologia: Rifrattore ED spaziato in aria con anello.
  • Produzione: China-Kunming Optical Elemento ED: Hfk61 Fluoro-Crown
  • Numero di Abbe: 80
  • Diaframmi: 2
  • Peso: 6,5kg ( Ottica intubata ed anelli)
  • Max ingrandimento utile: circa 240x
L' obiettivo multitrattato del 110ED:
Semplicemente perfetto, privo di aloni, impurità, graffi e dotato di un antiriflesso di elevatissima qualità, uno dei migliori che io abbia mai riscontrato.










Buona l'opacizzazione interna ed il contenimento dei riflessi, ma ho inserito due diaframmi nel fuocheggiattore per migliorare questo aspetto.


 La prova sul "campo":
L'ottica è stata montata su una equatoriale di tipo eq5, adeguata a sorreggere senza problemi lo strumento, ma per riprese fotografiche si renderà necessaria almeno una Heq5!. Ho utilizzato in una di queste serate autunnali alcuni oculari di tipo Plossl di elevata qualità nelle focali da 40mm 25mm 17mm 12,5mm e 4mm oltre ad un ottimo XCEL della Celestron da 12mm.La Luna al primo quarto ha mostrato tramite l'occhio del 110ED moltissimi dettagli con un contrasto davvero elevato e degno di nota, paragonabile ai migliori rifrattori acromatici della TAL o VIXEN, ma con uno spettro secondario lievemente più contenuto. Salendo di ingrandimenti a circa 175x (oculare da 4mm) le immagini si bordano di viola ed assumono una tinta un po giallastra, ma il contrasto e la ricchezza dei dettagli distolgono da questo difetto intrinseco dei rifrattori semi-apo o acro che dir si voglia.Nelle luci dell'alba ho avuto modo di osservare Venere dapprima a 70x poi a 175x ottenendo sempre un'immagine molto bella e scolpita della fase venusiana, con un color fringing evidente ma mai fastidioso e si sa come Venere costituisca il test più severo per un rifrattore! A mio parere il 110ED Tecnosky considerato il prezzo ed il tipo di vetri impiegati offre moltissimo e fa il suo degno lavoro anche su questo tipo di oggetti!
Giove di quache grado sottostante al pianeta Venere ha mostrato un disco e un'immagine a lama di rasoio a 75x, ove già emergevano bellissimi dettagli ad alto contrasto. Il residuo di spettro secondario non ha mai infastidito la visione neanche a 175x. Ottimo il controllo delle escursioni termiche e delle turbolenze che questo doppietto è in grado di sopportare grazie alla cella ottica a compensazione di temperatura.
L'osservazione del Sole è campo dei rifrattori e questo non ne è da meno. A 40x ho potuto osservare in proiezione dei finissimi dettagli della superficie solare, con macchie ben incise, granulazione e assenza di luce diffusa attorno al disco ove appare solamente una debole bordatura violacea.
Le Stelle doppie mostrano immagini da manuale specie ad alto ingrandimento ove sembra di avere a che fare quasi con un KENKO 90/1300 . Dischi di Airy perfetti! ed un plauso va alla Tecnosky che controlla sempre al banco ottico gli esemplari prima dell'invio.Immagini sature e ben bilanciate nonostante il residuo cromatico. Gli Ammassi stellari a basso ingrandimento sono spettacolari in questo 110ED così come le nebulose e alcuni globulari. Stelle come punte di spillo. Presente solo una discreta curvatura di campo che in fotografia necessita di correzione tramite l'apposito spianatore che viene ceduto a parte attorno alle 200 euro e direttamente avvitabile al fuocheggiatore.I dettagli e la luminosità che si evincono nelle osservazioni deep-sky sono davvero impressionanti in questo strumento. Bellissima come sempre la Nebulosa di Orione, ma ancora di più con un Plossl da 40mm da 2" accoppiato ad un diagonale dielettrico e all'ottica del 110Ed, semplicemente un incanto.
Mi riservo di aggiornare ulterioremente questa colonna con altri oggetti che osserverò a breve! Ma le prime impressioni sono più che positive.


Ripresa di M42 col 110ED. (Courtesy Astromart.com )


Un' immagine della Luna ottenuta con il 110ED doublet. (courtesy Telescope.com)


























































































Tabella riassuntiva Test 110ED Doublet Tecnosky


ContrastoElevato
AstigmatismoAssente
Aberrazione cromaticaPresente ma contenuta
Aberrazione sfericaNon percepita
Curvatura di campoNei limiti 
Luce diffusaAssente
Cromatica lateralePresente
Tensionamenti otticiAssenti
CollimazioneQuasi perfetta
Voto globale su 10/107,2/10


Tecnosky 110 ED Doublet


Il Tecnosky 110 ED oggetto del test è un rifrattore dalla generosa apertura che viene prodotto in Cina dalla Kunming Optical e proposto sotto vari brand come Astrotech, Orion USA, TS photoline e Tecnosky appunto.
Il rapporto focale piuttosto breve lo rende sulla carta idoneo ad osservazioni e riprese fotografiche di oggetti deep-sky e la buona correzione cromatica dichiarata dovrebbe consentire inoltre buone riprese planetarie oltre che appaganti osservazioni visuali. Ma andiamo ad osservare e analizzare in dettaglio questa ottica che viene attualmente offerta con valigia ed anelli a circa 1100 euro, un prezzo non proibitivo per un rifrattore di questo diametro e qualità ottica.


 La costruzione ottico-meccanica: 


 
Lo strumento si mette in evidenza subito per la sua imponenza ed un peso complessivo che si aggira attorno ai 6,5kg, merito di una costruzione solidissima che comprende anche un tappo metallico a vite per l'obiettivo. Ogni parte è fatta di alluminio anodizzato e verniciato di bianco. Viene consegnato con a corredo una efficace valigia di trasporto di dimensioni adeguate per proteggere l'ottica da eventuali urti. Il cercatore 9x50 in foto non è compreso nell'offerta è uno skywatcher appartenente al sottoscritto ed impiegato nel test.


Il paraluce di dimensioni ragguardevoli è scorrevole e la corsa è bloccabile stringendo una vite posta sull'anello nero e visibile in foto. Gli anelli che collegano il tubo alla piastra di tipo Vixen standard sono molto robusti e ben costruiti oltre che ad essere rivestiti di un velluto nero che evita graffi sulla vernice del telescopio.
Il focheggiatore è un modello tipo crayford gigante da 3", con doppio sistema di blocco ruotabile, una chicca per gli astrofotografi. Ha una corsa molto ampia, una scala graduata ed è apparso in grado di sorreggere carichi di 3-4kg senza alcun tipo di problema. La corsa è fluida, precisa e priva di scatti o giochi anche se si avverte nell'esemplare esaminato un rumore meccanico di fondo quando si aziona il sistema, a segnalare un attrito un po elevato. Il sistema è provvisto di varie viti di regolazione che ne consentono la personalizzazione del carico e della fluidità in base alle proprie esigenze.
La demoltiplica è efficace e precisa in scala 1:11. La rotazione del sistema di messa a fuoco utile sia in visuale che in riprese fotografiche avviene su dei cuscinetti in teflon adesi alle viti di tipo a brugola che servono a regolarne la tensione. L'innesto del cercatore è standard e situato accanto alla vite di blocco. Il serraggio del diagonale o degli accessori sia da 50.8 che da 31.8mm avviene con il collaudato sistema a collare in bronzo.


L'interno del tubo appare ben opacizzato, ma emerge a mio parere un numero ridotto di diaframmi (solo 2), sicuramente ottimizzati per un ampio campo di piena luce fotografico privo di vignettatura, ma il tutto a discapito di un teorico ed estremo contenimento dei riflessi interni in ambito di osservazioni visuali high-res. Nell'ottica esaminata ho provveduto ad inserire personalmente due diaframmi ben calibrati all'interno del tubo di focheggiatura, per cui nelle foto qui presenti ne appaiono quattro anzichè i soli due presenti dalla fabbrica.



Star Test e qualità ottica: 


Veniamo a ciò che in genere interessa più di ogni altra cosa i puristi e gli amanti di questo tipo di strumenti a rifrazione dotati di questi "esotici" vetri a bassa dispersione: lo start test!
Ho eseguito degli shot tramite digitale e proiezione di un oculare ad ingrandimenti compresi tra i 100x ed i 400x.

L' immagine in intrafocale come si vede sotto nella mia foto evidenzia un'ottima lavorazione del doppietto con anelli di diffrazione ben distinti e regolari, ricordo che la cella è dotata di un sistema di bloccaggio e regolazione a compensazione di temperatura. Non si notano effetti di tensionamenti o astigmatismo. Gli elementi ottici sono regolabili grazie a 6 viti che tengono posizionati i vetri, tre per ciascuna lente. E' però ben evidente come il residuo color fringing sia abbondante sia in intra che a fuoco ponendo lo strumento secondo il mio punto di vista nella categoria dei semi-apo o meglio ancora degli ottimi acromatici. Il residuo di spettro secondario è paragonabile difatti a quello dei vecchi ed eccellenti acromatici Vixen e Kenko a lungo fuoco (f/11, f/13), ma con un'ottica ben più aperta, veloce e trasportabile. Poichè con due elementi ed un vetro fpl51 aperto ad f7 NON si può pensare di ottenere un'immagine ove le principali lunghezze d'onda e specie il violetto coincidano nello stesso punto di messa a fuoco tali strumenti costituiscono degli "ibridi"

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Immagine intrafocale del 110ED Doublet su stelle artificiali. 400x

 
 Immagini extrafocali del 110ED Doublet su stelle artificiali  a 300x




 
 
Il passaggio all'immagine extrafocale (vedi due foto soprastanti) evidenzia l'assenza di astigmatismo e come l'anello più esterno si colori di giallo-verde. Sono ben visibili gli anelli di diffrazione interni a segnalare un'ottima lavorazione e correzione dell'aberrazione sferica, aspetto estremamente positivo che porta vantaggi nelle osservazioni planetarie e di alta risoluzione in generale. In tal senso ho trovato una correzione ottica della sferica (ma non cromatica) superiore ai modelli sempre di produzione cinese come i 100-120-80 ED Skywatcher. La seconda foto con tre stelle artificiali appena sfuocate dal punto di fuoco mostrano come lo spot purpureo tipico di acromatici e semi apocromatici sia ben centrato.
A fuoco gli oggetti fortemente retroilluminati sia in diurno che in osservazioni astronomiche evidenziano nella severità del mio test l'alone blu-violetto di spettro secondario che riporto in foto:


Immagini ottenute per proiezione da oculare plossl ed ortoscopici rispettivamente a 200x primo shot e 70x secondo e terzo shot.

A basso ingrandimento tramite oculari di buona qualità ho ottenuto in osservazioni diurne di paesaggi circostanti la sede del test, immagini molto pulite e ad alto contrasto come solo un buon rifrattore sa dare, il cromatismo diventa evidente salendo oltre i 100x, ma rimane sempre accettabile e mai fastidioso come accade in acromatici di bassa qualità aperti ad f/7. Come dicevo è come avere un ottimo acromatico aperto ad f/13 -f/15 ma con i vantaggi e l'ingombro di un f/7! Lo snap test ha messo in risalto un punto di fuoco univoco e molto preciso, ottimo indice di realizzazione di un'ottica di qualità.
E' presente a bordo campo della cromatica laterale, tipica dello schema in esame che non disturba mai le osservazioni, l'astigmatismo fuori asse è ben contenuto fino a 2/3 del campo inquadrato, ma per riprese fotografiche su ampi formati si rende necessario lo spianatore di campo dedicato.
Emerge dal test ottico come lo strumento abbia una vocazione prettamente fotografica, e come sia concepito ed ottimizzato in tal senso. Ad un doppietto di questo livello non si può a mio avviso chiedere di più a questo prezzo. L'impiego del vetro fpl53 o di un ulteriore elemento apporterebbe indubbi vantaggi ma ad un costo maggiorato del 60-70%, da qui ognuno può trarne le proprie conclusioni. Riporto alcune immagini di riprese fotografiche eseguite col 110 ED marchiato Orion o TS optics (è il medesimo prodotto) da alcuni astrofili americani. Per la prova sul campo rimando alla colonna di sinistra ove ho scritto il resoconto del mio primo test visuale.



Una splendida Immagine di M31 ripresa col 110ED ( courtesy astromart.com)


Conclusioni:
 
Mi sento di promuovere a pieni voti questo strumento. L'ottica ha evidenziato una elevata qualità di lavorazione e di deposito antiriflesso. L'evidente color fringing residuo dovuto al vetro hfk-61 Fluoro-Crown lo pone nella categoria dei rifrattori a bassa dispersione, ma non APO. E' uno strumento espandibile grazie al correttore di campo opzionale, in grado di sfoggiare interessantissime prestazioni foto-visuali specie del cielo profondo. La buona lavorazione ottica e la qualità dei vetri impiegati consentono inoltre ottime osservazioni visuali in alta risoluzione, non pensabili sulla carta per un ottica aperta ad f/7. Il prezzo di circa 1000 euro con valigia è competitivo per la categoria dello strumento al quale non si può chiedere di più di quanto abbia mostrato in questo test.

Pro: Ottica di buona qualità, ottima correzione dell'aberrazione sferica, strumento compatto, ottima costruzione meccanica, prezzo ragionevole, cella collimabile, veloce astrografo e ottimo strumento tutto fare.
Contro: Peso elevato, spettro secondario evidente, scarsa diaframmatura interna
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