Test



CARATTERISTICHE TECNICHE:
  • Diametro: 102mm 
  • Focale dichiarata: 800mm
  • Rapporto focale:  7.8
  • Categoria: Doppietto apocromatico  con elemento in fluorite di sintesi.
  • Guadagno luminosità: 212x
  • Max magnitudine: 12.5
  • Potere risolutivo teorico:  1.18 secondi d'arco
  • Peso OTA: circa 6kg
  • Numero di diaframmi: 3
  • Produzione: Japan






































































































































































































































































































































































































































































































Luna all'occhio del taka 102fs.











 Takahashi 102 FS Fluorite Apochromat

Un dream telescope che purtroppo uscì di produzione nei primi anni del nuovo millennio, quando dopo il protocollo di Kyoto furono bandite le ottiche che utilizzavano la fluorite di sintesi, la quale durante la lavorazione delle superfici e dei trattamenti antiriflesso fu considerata estremamente inquinante.
Ci tengo a precisare che nei forum ho letto di tutto in questi anni in merito alle ottiche in fluorite e desidero chiarire che gli apo in fluorite non utilizzano cristalli trovati in natura, poiche non ne esistono di estremamente omogenei, inoltre la fluorite è un minerale che presenta varie colorazioni dal viola scuro al bianco. La fluorite utilizzata nella costruzione di questi magnifici strumenti è fluorite di sintesi, ossia un minerale che viene realizzato in laboratorio in modo artificiale sotto particolari condizioni, al fine di avere caratteristiche di omogeneità e trasparenza non disponibili in natura. Della fluorite questi obiettivi presentano le proprietà chimico fisiche e geometriche che li ha resi telescopi da sogno e molto costosi, in grado di fornire con solo due elementi una correzione cromatica praticamente analoga a quella di uno strumento a specchi.





La costruzione del Taka 102 fs che ho avuto modo di testare per vari mesi è fantastica. Verniciatura perfetta, cella ottica robusta, paraluce scorrevole e focheggiatore solido. Nell'esemplare che ho avuto il focheggiatore originale era stato migliorato con l'aggiunta di una demoltiplica della feather touch. Un classico pignone e cremagliera fatto a regola d'arte.
All'interno del tubo emergono 3 diaframmi ben calibrati e calcolati ed un annerimento ottimale.



L'unico appunto va al aparaluce che è rivestito da una pellicola di gomma nera che come ho avuto modo di verificare anche in altri Taka nel tempo tende a deteriorarsi e a rilasciare un pulviscolo nero che nell'esempalre in mio possesso era addirittura finito sopra e dentro le superfici ottiche.
Ho provveduto subito alla rimozione della pellicola e a riapplicarne una nuova. Vedi foto sottostanti, in cui emerge la polverizzazione di questa guaina di gomma che ha effetto opacizzante e la mia sostituzione con velluto nero.







Obiettivo e Cella ottica:  

La cella ottica è finemente realizzata e si intravede il bordo delle lenti leggermente annerito, il doppietto è spaziato da 3 sottili distanziatori metallici ben calcolati e tagliati.  Emerge un meraviglioso trattamento antiriflesso di colore magenta scuro e verde. La takahashi riuscì ad introdurre il deposito "hard coatings" su una superficie in fluorite e quindi proteggendo il minerale che presenta caratteristiche igroscopiche (cioè capacità di assorbire prontamente molecole di acqua presenti nell'ambiente circostante). Questo consentì a differenza dei telescopi prodotti in precedenza di posizionare l'elemento in fluorite all'esterno garantendo una correzione sferocromatica ottimale come la teoria vuole. Gli strumenti precedenti montavano difatti l'elemento in fluorite non trattato all'interno del tubo per proteggerlo appunto dall'umidità. Da quì la sigla FS del taka che indica appunto la Front Surface esposta all'esterno. LA correzione sfero cromatica così ottenuta risulta superiore ai telescopi in fluorite che a parità di focale montano l'elemento all'interno del tubo.



Lo splendido trattamento del Taka FS 102 - ripristinato dopo un mio intervento

Le ottiche hanno necessitato di una accurata pulizia da parte mia. Ammetto un po' di tensione emotiva nell'aprire e smontare un doppietto in fluorite di questo pregio, ma come ho poi potuto realizzare smontando e pulendo anche un TOA tripletto 130, il vantaggio in termini di contrasto e conservazione nel tempo delle ottiche è notevole. Spesso mi sono capitati strumenti con fioritutre di muffe all'interno delle ottiche. Inutile dire che queste portano ad una compromissione perenne delle performance e delle superfici ottiche se non rimosse in tempo.
Di seguito pubblico le foto del doppietto che dopo anni di utilizzo aveva necessità di una profonda ed accurata pulizia. Ho anche eseguito un mio annerimento perimetrale delle molature ottiche al fine di aumentare ulteriormente il contrasto.


Erano presenti numerose impurità all'interno del doppietto








Le varie fasi di smontaggio, pulizia e annerimento delle ottiche




Dopo il restauro è riemerso uno splendido obiettivo, l'intensità del trattamento è ulteriormente aumentata dall'annerimento perimetrale eseguito.





Lo star test eseguito prima su stella artificiale e poi su Altair ha mostrato già prima del mio restauro ottiche di primo ordine. Correzione sferocromatica molto spinta, immagini intra ed extra focali praticamente identiche. Emergeva solo una lieve dispersione del violetto fuori fuoco su oggetti bianchi molto luminosi, mentre a fuoco questo era impercettibile. In questi termini ho trovato superiore la correzione del Vixen FLuorite 102 che però aveva anche 900mm di focale.
Il test di Ronchi ha dato uno dei migliori responsi che abbia mai visto su strumenti a lente siano essi doppietti che tripletti.



Il test al reticolo di Ronchi eseguito utilizzando la stella Altair evidenzia delle frange dritte e l'assenza di aberrazione cromatica. Frange pressochè sovrapponibile a quelle extrafocali a segnalare una eccellente correzione sferica.
Inoltre lo strumento è ottimizzato nel visuale pur presentando una correzione alta su tutte le lunghezze d'onda.
Di seguito una foto di un comignolo rirpeso con uno smartphone e un 7mm quindi a circa 115x. SI nota la totale assenza di dominanti cromatiche o di aloni spuri. E' come osservare in uno strumento a specchi! ma con il contrasto e l'assenza di ostruzione tipica di un rifrattore.


 La prova sul cielo mi ha emozionato, uno strumento in grado di offrire immagini text book. Centriche perfette e sempre regolari, resa dei colori magnifica su doppie e pianeti.
Ci ho visto il Marte pù bello di tutta la mia carriera osservativa. Mai visto così il pianeta rosso. Mentre quasi tutti i rifrattori tendono un po' ad impastare i colori del suolo marziano, col Taka ho visto nettissimi i contorni delle varie zone e formazioni marziane. Resa dei colori stupenda, contorno del pianeta a lama di rasoio e fondo cielo scurissimo. In contemporanea avevo un 120 ED ed un Tripletto 115/800 apo di elevata qualità, ma nulla da fare, il Taka 102 FS li ha stracciati tutti nonsotante i 2 cm in meno di diametro.
Le immagini appaiono sempre ferme anche ad alto ingrandimento, insomma un gioiello. Sulla luna ho avuto la sensazione di osservare con un telescopio da 150mm di diametro. Contrasto altissimo.
Magnifiche le osservazioni deep sky ove l'unico limite è dato dall'apertura.
Ma uno strumento così è super trasportabile e non fa rimpiangere diametri ben maggiori.
La messa a fuoco data dal feather touch era piacevolissima oltre che di una precisione assoluta.
Insomma la perfezione praticamente. Le nebulose si staccano dal cielo più che in altri strumenti e gli ammassi stellari sono un esplosione di stelle a punta di spillo, con colori brillanti e saturi. COrrezione di campo ottima anche senza spianatore. Il focheggiatore da 3" inoltre non introduce vignettature utilizzando oculari a largo campo e focali lunghe.
Sotto e a fianco un'immagine della luna catturata con uno smartphone per proiezione dall'oculare. Si noti nonostante la povera tecnica di ripresa come i dettagli siano perfetti e nettissimi e come non vi sia alcun cromatismo nonostante le lenti del cellulare e dell'oculare!


Concludendo: un gioiello di una qualità ottica pressochè assoluta, resa apocramatica.
Peccato sia fuori produzione da anni e molto ricercato. A seconda degli accessori a disposizione e delle condizioni il prezzo dell'usato varia dai 1300 ai 2000 euro.





Davide Sigillò